SOPRA LE RIGHE

Archivi del mese: febbraio 2012

Questa mattina risveglio difficile, fuori il freddo che solo questo inverno ha saputo offrire ad una Roma solitamente più accogliente. Dopo due fine settimana di neve che blocca in casa per i disagi che provoca, stamattina con prepotenza ci si mettono anche i nuovi vicini di casa a lavoro con il trapano (che gli ho anche prestato!). Con calma scendo dal letto, preparo una tazza di infuso acquistato ad Harrods e accendo il mio laptop. Come tutte le mattine leggo la Repubblica online… No cazzo! Mi è scoppiato il mal di testa.

Adesso (08:00 p.m.) scrivo e ancora ho questo maledetto cerchio alla testa; è da tempo che non scrivo nel Blog, non perchè non avessi molto da scrivere (anzi troppo se ne sono sentite in questo ultimo mese!), ma a causa del poco tempo libero che è avanzato tra vita quotidiana e le registrazioni in studio.

Avevo 4 anni quando ho iniziato a cantare insieme alla sua voce e la notizia della morte di Whitney Houston non ha certo aiutato a fare passare il mal di testa. La reazione è stata inizialmente di rabbia poi commozione. Ora non credo al fatto che stia scrivendo un intervento perchè una delle mie maggiori icone musicali mi abbia lasciato così prematuramente.

La voce nera che più ha incantato il mondo (anche quello dei bianchi, impresa che prima di allora era riuscita solo ad Aretha Franklin) nasce figlia d’arte: la mamma fantastica corista e la zia Dionne Warwick. Il Gospel ha segnato i suoi esordi. Quel suo modo di cantare così edulcurato si sporcava di voce nera quando cantava la Buona Novella. Erano quelli i momenti per me più emozionanti, affascinanti; per non parlare poi dell’album, perla per lo stile R&B, My Love is Your Love.

Perchè quella voce che ha donato così tanta felicità al mondo non ha saputo donarla a te Whitney? Tanta fragilità dietro quella voce immensa, le violenze fisiche di un matrimonio fallito, le droghe e l’alcol… infine la depressione e la solitudine. Qualsiasi siano le cause del decesso, qualsiasi siano le motivazioni che ti hanno spinta a fare le scelte che hai fatto, qualsiasi siano i motivi per cui l’industria discografica ti abbia abbandonata; perchè l’amore che sapevi cantare e donare non ti ha salvata?

Che tu fossi stata Amy Winehouse o una qualsiasi altra esistenza schiava delle droghe, mi chiedo perchè l’Amore non sia riuscito a salvarti. Mi chiedo se ti sentivi amata, non da quell’affetto che i tuoi fans ti hanno donato. Potrei chiederti se ti sentivi felice e rispettata. Ed invece le uniche domande che ti rivolgeva la stampa si riferivano alla tossicodipendenza e alle doti vocali perdute. A te la colpa di avere ceduto più volte, ma gli altri dove erano in questi anni?

Domande alle quali ora non puoi più rispondere… avrei voluto farti sapere che con la tua musica mi hai reso tanto felice, mi hai fatto compagnia in più momenti di questi decenni e sicuramente continuerai a farlo. Vorrei farti sapere che ti ho amata.

Whitney ti amerò per sempre e per sempre resterai nella mia voce. Grazie perchè ispiri la mia musica. Oggi come succede agli innamorati mi hai spezzato il cuore. La tua voce come colla lo rimetterà insieme.